Ristrutturare casa: come scegliere l’architetto d’interni

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(foto biid)

 

Ogni casa è una memoria. Ricordo molti dettagli di quella in cui vivevo, dalle piastrelle a fiori della cucina, alla porta a soffietto marrone, sino al profumo che si sentiva appena aprivo la porta del proibitivo salone, riservato ai momenti di festa. Ogni dettaglio apparentemente superfluo è fondamentale all’interno di una stanza chiusa, è la chiave dei nostri ricordi, la risposta al nostro modo di vivere e il riflesso delle nostre scelte.

Scegliere un architetto significa riporre completa fiducia nel lavoro di un professionista che, nella maggior parte dei casi, non si conosce, che interpretando le necessità del cliente, realizza in una sinergia con i costruttori e i negozi d’arredo, la casa dei sogni. Si può arrivare facilmente a una decisione considerando 8 aspetti, vediamoli assieme.

 

L’architetto d’interni

Renering di un appartamento in corso di esecuzione. Genova, Castelletto

 

Diamo a Cesare ciò che è di Cesare. In America ogni professione è inquadrata in un ruolo preciso. Quando si progetta un appartamento intervengono diverse figure, ognuna altamente specializzata in uno specifico settore: l’architetto, per la parte costruttiva, l’esperto nel settore energetico per ottimizzare i costi e le energie, l’ interior designer per la definizione degli spazi interni e l’interior stylist per la definizione di uno stile esatto e di una cura dei dettagli quanto più affinata. In Italia la maggior parte svolge la professione di architetto oppure di designer, occupandosi di edifici ed allo stesso tempo di appartamenti. Errore!

La figura dell’interior architect è diversa da un generico architetto, e vi spiego perché. È uno specialista degli spazi interni, abituato a lavorare in una scala diversa dal palazzo, dal paesaggio o di una casa di nuova edificazione, in grado di cogliere immediatamente specifiche distintive di una casa.

Il suo lavoro è molto ampio, nonostante appartenga a una branchia dell’architettura, e consiste nell’intera gestione della progettazione, controllando l’esecuzione delle opere edili e di artigianato, rendendo l’appartamento funzionale dal punto di vista dei flussi e dei percorsi, sicuro ed eventualmente tecnologico. Deve essere capace di lavorare sulla bellezza di ogni centimetro della vostra casa, selezionando prima le soluzioni distributive migliori, e poi i materiali di rivestimento, i colori e l’illuminazione più adatta alle tue necessità, su misura per voi e la vostra casa.

 

Il metodo

Che la  ricerca sfoci sul web o corra attraverso le  amicizie, la cosa da non trascurare mai è sfogliarei lavori eseguiti attraverso il suo portfolio, dai più recenti a quelli più vecchi, analizzando il suo metodo di lavoro e il suo punto di vista.

Un buon architetto deve conoscere bene ogni fase della ristrutturazione, le normative edilizie che consentono di produrre le carte burocratiche corrette, ma deve anche essere in grado di interpretare la vostra idea e aiutarvi a realizzarla nel miglior modo possibile, sfruttando le conoscenze tecniche del suo settore. Consiglio sempre, quando si sceglie l’impresa di costruzioni che eseguirà i lavori in casa, di chiedere le referenze, facendosi fornire un elenco dettagliato con i contatti degli ultimi clienti per cui ha lavorato, per poterli  chiamare ed essere certi che in ogni fase l’architetto abbia lavorato bene.

 

Un budget economico

In base alle dimensioni e alla portata del progetto, è necessario determinare un consuntivo di lavoro, da spiegare al proprietario che si ritroverà ad affrontare una ristrutturare totale. L’importo dovrebbe essere sempre discusso in anticipo, su un range indicativo sia per le opere edili e di artigianato, che per l’arredo. L’ho fatto per l’ultima ristrutturazione di cui mi sono occupata a Genova; è’ un aspetto che all’inizio ha spaventato il cliente, inibito, ma in base a questo sono riuscita a proporre soluzioni esatte, in termini economici. Consente di non precludere lavorazioni più costose, o al contrario offrire soluzioni fuori dalla vostra portata.

Spesso è difficile interpretare il costo di una ristrutturazione, ma il tecnico sarà in grado di spiegarvi il dettaglio delle spese, da quelle più sostanziose a quelle di dettaglio, divise per categorie, e proporvi alternative più o meno economiche o tecnologiche.

 

Un processo step-to-step

Il primo passo da fare è idealizzare un processo. Lo ritengo fondamentale  per garantire che le vostre aspettative siano tutte realizzabili in termini burocratici, economici e temporali. È bene che siate informati di tutti i passaggi da affrontare, partendo dalla documentazione da produrre, ai permessi da richiedere, in una sorta di lista meglio descritta nel preventivo che vi fornirà.

La chiarezza è un aspetto che considero davvero indispensabile, soprattutto se cliente e tecnico devono arrivare a delineare una serie di concetti e di esigenze, e devono farlo durante l’intero tempo della ristrutturazione, solitamente compresa tra 3 e 9 mesi. Porre questo quesito al vostro architetto dovrà essere  una priorità,  poiché vi aiuterà  a capire se il suo metodo di lavoro può allinearsi con il vostro piano, in trasparenza e in piena libertà di parola.

Toglietevi quindi ogni inibizione.

 

Lo stile

Renering di un appartamento in corso di esecuzione. Genova, Castelletto

 

Può sembrare un concetto banale, ma lo vorrei sottolineare bene: scegliete un architetto il cui punto di vista corrisponda al vostro, così da non dovervi trovare di fronte a proposte che potrebbero non piacerti.

Concluso ogni appartamento faccio una sorta di check up, che consiste anche in un’analisi estetica: è bello vedere come ogni casa terminata delinei uno stile diverso, cucito sulla persona che la vive, ed è la cosa che mi rende più felice. Tuttavia riesco comunque a percepire qualcosa di mio, di inspiegabile, collegato al mio modo di progettare. Ogni progettista ha infatti un carattere unico, che deve però essere modellato sul cliente.

 

Trovate l’architetto il cui stile corrisponda al vostro, renderà ogni fase più snella, e vi consentirà di adottare un linguaggio più comprensibile.

 

Il mio consiglio finale, quando discutete i vostri gusti con il progettista, è di essere molto specifici su ciò che vi piace o detestate, forme e colori compresi.

 

La comunicazione

 

Sebbene vi possiate fidare dell’esperienza di un architetto d’intenti per creare lo spazio perfetto per te, dovete essere in grado di comunicare quello che volete. Che si tratti di qualcosa di visionario o di banale, dovete sentirvi a vostro agio nella comunicazione dei desideri, come se davanti aveste uno psicologo che dovrà fornirvi un quadro generale di voi.

I due passaggi che affronto sempre, e ritengo importantissimi per conoscere il cliente, sono due:

  • Fare un’intervista, per scovare le caratteristiche estetiche e psicologiche, e riportarle nello spazio che vivrà nei prossimi anni. Indago sugli aspetti che gli stanno più a cuore, identificando stili, generi e colori. Solo così posso disegnare una casa altamente personalizzata.
  • Realizzare una moodboard, interpretabile anche in una raccolta di immagini. Chiedo di dedicare una mezz’ora a questo progetto, e di indicarmi una serie di stanze, materiali, pattern o colori belli per loro. Mi serve per capire cosa sta dietro al suo immaginario, e proporre soluzioni in linea col suo gusto.


Ricorda che, sebbene ogni tecnico sia un abile esperto, il proprietario sei sempre tu, e hai il pieno diritto di confrontarti con lui ed avere voce in capitolo. Sulla disposizione dei vani, per esempio, sulla gestione della tecnologia, sugli arredi e sulla scelta dei colori.

 

La dote migliore che un architetto possa avere è quella di seguire le necessità e le richieste del suo cliente. È normale che ognuno abbia una propria idea, ma occorre che la mente sia aperta a qualsiasi suggerimento, ascoltando ogni considerazione e interpretando le preoccupazione e i pensieri del cliente. È come un buon amico, un compagno di viaggio lungo una ristrutturazione.

 

Il contratto

Ogni rapporto di lavoro è sancito da un contratto scritto. Include i termini di pagamento, solitamente rateizzati in tre date, ma comunque da pattuire assieme, e le fasi da affrontare durante il progetto. Richiedere queste prescrizioni è importante, e all’interno saranno indicati:

  •  il grado di complessità dell’incarico
  • la previsione dei costi fino alla conclusione dell’incarico

In maniera semplice il documento dovrà chiarire in che cosa consiste l’incarico e fissare il compenso. Quest’ultimo potrà essere rimodulato in caso di varianti impreviste o causati da forza maggiore, e quindi non prevedibili al conferimento d’incarico. Naturalmente i compensi aggiuntivi saranno spiegati in forma scritta.

 

La regola d’arte

Renering di un appartamento in corso di esecuzione. Genova, Castelletto

 

Incaricare un architetto per svolgere  un lavoro completo sulla vostra casa significa credere nelle sue capacità, ma queste le deve dimostrare nello svolgimento del suo compito. La sinergia tra lui, o lei, e l’impresa, o i fornitori, è il segreto di un buon progetto d’interni.

 

Durante i sopralluoghi in cantiere ho sempre imparato qualcosa dagli operai, ascoltato i loro consigli così da dirigere i lavori nell’ottica di realizzare una casa che rispecchi la regola d’arte.

Ogni lavoro eseguito deve rispettare il processo e le forniture stabilite dal computo metrico, e l’architetto deve verificarne ogni fase. Allo stesso modo il cliente dovrà affidarsi pienamente al tecnico, generando una sorta di fiducia reciproca.

 

 

Dopo aver  verificato questi punti ricordati di scegliere anche col cuore, perché progettare la tua casa sarà una delle cose più belle ed eccitanti che potrai fare nella vita!

 

 

 

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