Gianni Versace: le sue case e l’arte.

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Si può scoprire molto su una persona vedendo casa sua. Possiamo chiudere gli occhi, e immaginarci quella di Gianni Versace, mito della storia della moda, ma il contenuto di ogni sua dimora si spinge oltre l’immaginario, in positivo!

 

La casa è il più alto simbolo della personalità: vivere in una abitazione che ci piace permette di cambiare positivamente la nostra quotidianità, migliorando anche il nostro stile di vita.

Questo Gianni Versace lo sapeva bene: più l’abitazione rispecchia i nostri gusti, maggiore sarà il nostro benessere, e la creatività ne gioverà molto.

 

Dalle passerelle alle sue proprietà, il suo stile era la fusione di classicismo e collezionismo, tra assoluta fedeltà al mondo classico, ad eccessi eclettici. Le sue passerelle erano un mix di ori, motivi animalier, con forme talvolta asimmetriche in totale contrasto alle basi classiche; decori barocchi, greci con anfore e capitelli o marocchini erano i suoi punti fermi. Le sue selezioni erano frutto di ricerche ed opere di artigianato: mobili, specchi francesi, stucchi, trompe l’oeil e pareti intarsiate erano la sua cifra.

 

 

Le abitazioni a cui era più legato erano tre, a Milano, Como e Miami, e rappresentavano un patrimonio immobiliare estremamente importante, rispettivamente 49, 35 e 75 milioni di euro.

 


 

Ogni sua dimora era arredata secondo lo stile inconfondibile dello stilista, ma rispettando un carattere preciso, in cui le opere d’Arte e gli arredi seguivano il decoro e l’architettura della struttura.

 

Como. In stile impero, esponeva opere classiche

Milano. La classicità per eccellenza, esibiva prevalentemente disegni e dipinti di Picasso

Miami. In uno sfarzo moderno, mediterraneo, ma anche contemporaneo, conservava le opere più moderne come quelle di Andy Warhol.

 

Che bello immaginarsi Gianni Versace tra un’abitazione e l’altra, ispirato talvolta dalla simmetria dei dettagli classici, talvolta dalla rottura di schemi di opere cubiste: chissa quante volte i suoi interni hanno ispirato le sue collezioni, talvolta rigorose e formali, spesso stravaganti, eclettiche!

 

 

Ma torniamo alle sue abitazioni. In ognuna di esse sono protagonisti ori,  intagli ed intarsi, forme mitologiche, tessuti broccati zebrati e leopardati, oggetti dorati, sontuosi pouf, marmi rari, frange, specchi, giardini esotici e dipinti.

Atmosfere surreali, nelle quali erano spesso ospitati personaggi famosi come Cher, Elton John o la vicina di casa Madonna.

 

 

La sua arte è contaminazione di periodi storici differenti, di linguaggi lontani nel tempo e nello spazio: con lui l’antico e l’ipermoderno potevano convivere. Traspare dalla sua prima abitazione

 

Milano. Via dei Giardini

Solo osservando la facciata, delinea eleganza e raffinatezza. Disegnata dai rappresentanti del  Movimento Moderno degli anni ’50, gli architetti Carlo De Carli e Antonio Carminati, si sviluppa su quattro livelli e contiene 7 camere, 12 bagni, un immenso giardino paradisiaco di 400 mq, ed un’ampia terrazza di 300. I balconi non li definirei solo spazi esterni, ma incantevoli aree private, con persiane scorrevoli in legno adornate da vegetazione.

 

La villa oggi

Pensa al panorama culturale degli anni ’80 – ’90: il minimalismo della parallela Gae Aulenti getta Milano in un panico stilistico con tinte neutre e decori ridotti all’osso, “Gianni” si oppone, si estranea, continua la sua arte, e genera espressionismi inediti. Tanti sono stati i fornitori che lo hanno aiutato nella ricerca di pezzi unici: Fantini, ha fornito per esempio i marmi per i suoi mosaici e il Piccolo Cibartisti ha realizzato le boiseries, i mobili in legno, e le iconiche meduse  in ferro battuto.

 

 

Il soggiorno adornato di opere d’arte (foto da Sotheby’s International Realty)

 

Miami. Villa Casaurina

Immersa nella storica zona dell’Art Decò District, ha uno stile architettonico spagnoleggiante per l’esterno, e rococò, avevate dubbi, per l’interno.

L’architetto che l’ha disegnata Alden Freeman, classe 1862, si è ispirato alla dimora del figlio di Cristoforo Colombo, ma Versace l’ha voluta adattare al proprio gusto, trasformandola in una lussuosa villa che fonde Art Nouveau e modernismo, investendo una “piccola” cifra per la ristrutturazione che si è aggirata intorno ai 25 milioni di euro (e pensare che l’investimento iniziale era di 3 ml).

 

 

 

Scenario del suo omicidio avvenuto nel ’97, la villa, che prima conteneva 24 appartamenti, contiene oggi 11 camere, 10 camere a tema (una egiziana, inglese, persiana) ed 11 bagni per una metratura totale di 2000 mq.

 

 

I letti sono tutti king size, i mobili intarsiati a mano, le pareti rivestite in mosaico ed i bagni in marmo per comfort di lusso.

 

 

 

La proprietà è diventata nel 2009 un boutique hotel di lusso, spesso affittato per eventi mondani, è poi acquistata dalla famiglia Beckham. per 60 milioni di dollari.

 

 

Como. Villa Fontanelle

La sua preferita, in assoluto. Costruita nel 1800 da un eccentrico Lord inglese, la struttura neoclassica ha un affaccio unico sul lago, con una distesa di verde circostante di ben tre acri, contiene giardini ornamentali molto cari allo stilista, perfettamente curati come ogni dettaglio, tre cottage, un campo da tennis e naturalmente un attracco con uno spazio privato sull’acqua.

 

 

Non è difficile chiedersi perché la principessa Diana, Elton Jhon, Sting o Madonna ne fossero innamorati, d’altronde fu il noto paesaggista Roy Strong ad aver disegnati i giardini verdi.

 

 

Erano centinaia i dipinti ad olio e le altre opere esposte in tutto l’interno e l’esterno, a creazione di un Palazzo, una sorta di santuario personale.

 

Patio esterno adiacente alla piscina

 

 

 

 

 

 

Gianni Versace era creativo, dinamico, nel suo dna scorreva sartorialità, e proprio per questo rimane il mio stilista preferito. Sapeva che l’unione di arti generava spazi unici, capaci di allinearsi ai lati della propria personalità.  

 

L’arte era per lui altissima fonte di ispirazione, e per queso era un insaziabile collezionista d’arte, sia antica che moderna. Raggiunta la fama era spesso presente alle battiture d’asta: capì che l’arte poteva trasmettere emozione alle sue creazioni brillanti.

Adesso veniamo al dunque, al suo patrimonio artistico.

Dalla scheda testamentaria è possibile stabilirne informazioni generali sulle opere raccolte, ed è quindi difficile avere un elenco completo delle sue raccolte, quindi consideratelo molto indicativo.

 

25 Picasso,  3 De Chirico, 2 Andy Warhol, una Cèzanne ed un Van Gogh.

 

Prevalentemente classiche, cubiste e  contemporanee, erano combinate a pezzi d’antiquariato unici, ricercati e provenienti da luoghi e tempi passati. Oltre le sculture erano esposti negli ambienti in cui viveva oggetti preziosi.

Picasso

 

Maya con una piccola barca.

Acquistata per 12 miliardi di euro è stata la prima bambina del pittore.

 

Paloma. 

Battuto all’asta per 3 miliardi di euro. E’  figlia di Pablo Picasso e Françoise Gilot

 

Donna seduta su una sedia

Venduto per 10 miliardi di euro

 

Nudo sulla spiaggia

Venduto per 3 miliardi di euro

 

Coppia di danzatori

 

Vincent Van Gogh

 

Dottor Gachet

Venduto per 60 milioni di euro

 

Cezanne

Bouilloire et fruits  

Battuta per 55 milioni di lire 

 

I suoi rapporti con l’arte superarono sempre l’aspetto della riproducibilità, nella direzione di un’interpretazione, di una ri-creazione.

 

“Mi sembra stupido prendere un quadro di Picasso, scopiazzarlo e metterlo su un vestito”

In una mostra a Milano presentò un astrattismo tutto nero, in cui il maestro catalano era “rivisto” puntando solo sui tagli e sulle forme. Quando gli capitò di affrontare Kandinskij, si impegnò in un’elaborazione che partiva dalle opere ma andava avanti in nuove concezioni di forme e di colori, realizzati perfino con l’aiuto del computer.

 

“A volte, mentre lavoravo partendo da un’opera d’arte, l’opera stessa era talmente dentro di me che le idee si creavano spontaneamente, in pratica senza che io ci pensassi”.

 

Una mente creativa, spontanea e geniale.

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