10 sedie -di design- per 10 vip

 In Design, Top 10

(copertina: Marilyn, ritratta da Milton H. Greene)

 

Vi ricordate i quiz che si facevano da bambini, dove ogni risposta portava ad un profilo diverso? Venivamo etichettati per il nostro carattere, i gusti e le preferenze. Mi piacerebbe ripetere il gioco partendo da una sedia, scegliendo il tessuto, il colore, la forma, e scoprire cosa sta dietro a una scelta.

Ma quali sono quelle scelte dai personaggi più noti? Ci sono quelle paragonabili a sculture, belle e basta, quelle comode, e poi quelle apparentemente semplici, che nascondono lavorazioni complesse, e diventano complete alla seduta dell’uomo. Oltre ad essere un oggetto di design la sedia è un vero e proprio oggetto prezioso, paragonabile a una borsa o una scarpa, che aumenta ancor più il suo potere visivo quando sono i personaggi famosi a posarsi su. Set fotografici, angoli della casa e studi. Sono molti i modelli di design che, dopo la distribuzione, sono stati confermati dall’occhio del fotografo e scelte per la propria casa.

 

1 Philippine

Una delle più eleganti e informali di tutti i tempi, è la sedia in vimini  conosciuta come sedia-pavone.

E’ famoso lo scatto di Milton H. Greene del 1954 che ritrae Marilyn Monroe, deliziosa nella leggerezza dello scatto. Con i suoi pantaloni capri e la giacca in tinta, disegnati da Jax of  Hollywood, conferma il suo stile preferito, retrò per l’epoca, in cui tacchi e gonna erano i capi più usati.

La seduta, in voga negli Stati Uniti dell’inizio secolo, quando fu importata dalle Filippine, diventò un punto fermo per studi fotografici, salotti e case benestanti. Il materiale con cui è realizzata è robusto e leggero al tempo stesso, e la sua forma evoca il trono, per un aspetto del tutto esotico. Se nella prima metà del 20 ° secolo era associata a celebrità hollywoodiano, nella seconda, fu associata alla gioventù hipster, al movimento Black Power. Merito di uno scatto che immortalò lo sguardo severo di Huey P. Newton.

 

1 Elizabeth Taylor  2 Brigitte Bardot  3 Huey P. Newton foto di Blair Stapp 4 Al Green

 

 

2 Sedia Panton di Verner Panton, Vitra

Chi non l’ha mai vista e immediatamente desiderata? Sarà merito della sua sinuosità, della sua leggerezza apparente, dello sbalzo o della sfida contro la statica a renderla così apprezzata anche da chi di design non se ne intende?

Composta da un unico pezzo in schiuma poliuretanica e fibra di vetro, è stata prodotta da Vitra, ed immediatamente esposta, 4 anni dopo l’ideazione, al Salone del Mobile di Colonia in una serie inizialmente limitata.

Franco Moschino, artista, illustratore e stilista, siede con disinvoltura quell’oggetto moderno. Mostra il suo apprezzamento per un pezzo che risponde perfettamente alla sua etica di innovazione dove gli oggetti, non banali ma inusuali, si distinguono per la loro originalità.

 

 

 

3 La superleggera di Giò Ponti, Cassina  

 Karl Lagerfeld e la superleggera di Gio Ponti (1957)

Chi ha vissuto gli anni Sessanta non si sarà dimenticato di quel bambino protagonista di una pubblicità che, in un elegante completo scuro, sostiene con le sole due dita di una mano l’esile sedia in legno. Riproposta da Lagerfeld, head del marchio di moda Chanel, con solo con un tono più deciso, aggressivo, dimostra che quel pezzo di design è del tutto attuale, eccezionale. E’ infatti una sedia senza tempo, oltreché una delle mie preferite, che nella sua classicità si compone di linee e materiale che la vedono disinvolta in ambienti contemporanei.

Nata come rivisitazione della cosiddetta Chiavarina, icona della semplicità dell’artigianato ligure, non è pensata nell’ottica del modernismo, ma vuole essere una rivisitazione, una sedia e basta. Concetto caro a Giò Ponti, ed estendibile a tutta la sua architettura.

 

 

4 Sedia Eames DSR di Charles e Ray Eames, Vitra.

Keith Haring

Una parola sola può bastare per definirla: divertente.

Non a caso è proprio il geniale artista americano a sceglierla, con una scocca in fibra di vetro nero abbinata a un basamento freddo, metallico, che può cambiare, nella linea e nei materiali.

 

 

 

5 Up5 di Gaetano Pesce, C&B

Sean Connery e Salvador Dalì

Bizzarra è dir poco. Ad una prima occhiata ricorda i quadri di Fernando Botero, le sue donne paffute, morbide, le linee sinuose che evocano pace e serenità. E sono proprio le sue caratteristiche anatomiche, a renderla unica, ipnotica e pop!

Mi piace pensarla come l’unione dell’arte e del design, poiché oltre ad accogliere le forme anatomiche dell’uomo, delinea una linea chiara, che forse aveva attratto anche Dalì.

 

 

 

6 Ball chair di Eero Aarnio

Pierce Brosnan and Sara Jessica Parker in Mars Attack

“Mi sono innamorato dell’idea di soffiare il vetro durante un viaggio a Turku, nel sud-ovest della Finlandia. Avevamo bisogno di una nuova sedia per la nostra casa e ho pensato di usare una forma di palla. Puoi ottenere una superficie massima con materiale minimo.” Eero Aarnio

 

Da quando è stata inventata, nel 1963, il design ha collegato un genere prettamente high-tech, associato al futuro. È stata usata in opere iconiche come il programma televisivo The Prisoner e il film Mars Attacksdel 1996 di Tim Burton. In qualche modo la forma sferica suggerisce una qualità futuristica che non può essere eguagliata ad arredi angolari più convenzionali.

“Avevamo una casa ma nessuna sedia grande adeguata” continua il designer ” quindi ho deciso di farne una, ma in qualche modo davvero nuova. Dopo alcuni disegni ho notato che la forma della sedia era diventata così semplice che era solo una palla. Ho appuntato il disegno a grandezza naturale sul muro e mi sono seduto sulla sedia per vedere come si sarebbe mossa la testa quando mi sedevo dentro. Essendo il più alto, mi sono seduto sulla sedia e mia moglie ha disegnato il profilo della mia testa sul muro. È così che ho determinato l’altezza della sedia.”

 

 

 

7 Grand Confort, Le Corbusier

La comodità fatta a design. Scelta da Steve Jobs, e disegnata da Le Corbusier, Pierre e Charlotte Perriand quasi cento anni fa, ha segnato la storia del design sin dalla sua  nascita.

La distinguono una struttura in acciaio ed una morbida pelle, disegnando una sagoma squadrata che la rende compatta nonostante le sue dimensioni.

 

 

8 Thonet

Ultima non per importanza, la classica per eccellenza. Protagonista dei salotti di inizi novecento, delle nobili case genovesi, è la sedia innovativa ottocentesca, che si ritrova facilmente nelle case dei giovani.

Michael Thonet vissuto nell’800, è l’inventore del processo di produzione del legno curvato, riconoscibile nelle fluide linee e nella leggerezza che riporta ai tempi materni. Il legno viene riscaldato con vapore acqueo e piegato nella forma desiderata, regalando un fascino particolare.

Pablo Picasso era circondato da queste sedie a dondolo, dove trascorreva molte ore della giornata ad osservare i corpi che disegnava, i cambiamenti della luce e le sue opere finite.

 

 

9 Sacco di Gatti, Paolini e Teodoro, Zanotta

Raf Simons sul sacco disegnato nel 1968 da Gatti, Paolini, Teodoro per Zanotta

Il suo successo si deve all’idea, più che all’utilizzo, di creare una seduta che corrispondesse ad un vero e proprio sacco ripieno di un materiale morbido, adattabile ai volumi dell’uomo, definito Vip, con caratteristiche ignifughe ed antibatteriche.

Molto usato nei set cinematografici degli anni ’80 è diventato un oggetto culto, e più che assorbire la funzione di seduta viene spesso scelto per le sue caratteristiche estetiche e di forma, che lo rendono adattabile a qualunque spazio, senza limiti di età.

 

 

Serie 7 di Arne Jacobsen, Fritz Hansen

Siamo a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, dove le forme femminili sono portate alla ribalta dallo Swinging Sixties e il design si sviluppa a macchia d’olio.

Jacobsen disegna una sedia in legno, impilabile e attuale. La forma richiama la silhouette femminile, e segna la storia la modella Christine Keeler e una successione di milioni di vendite.

 

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